Bulli e bluff, regole e disruption, improvvisazione e preparazione (con la partecipazione straordinaria di Sun Tzu)
Ci sono persone che, pur adulte e con vite costellate di quelli che si potrebbero comunemente definire successi, sembrano non sapersi staccare da comportamenti anomali nelle relazioni con gli altri, fino ad assumere pose da bullo che immagineremmo solo in contesti di ben altro livello. In tempi recenti, stiamo assistendo a spettacoli poco edificanti persino ai vertici della politica oltre oceano.
Sebbene sia sempre presente la speranza che chi sbaglia possa cambiare e correggersi, nel frattempo cerchiamo di capire cosa si può imparare dai fatti appena visti, in modo da sapere come agire in eventuali situazioni simili. Per esempio, si può notare che anche quello del bullo potente è un mestiere duro e impegnativo, che richiede studio e rispetto di alcune regole di base. Persino dove il potere abbonda, infatti, quando il narcisismo e l’improvvisazione prendono il sopravvento, portando a sottovalutare le controparti e ad agire senza considerare i potenziali e variegati effetti collaterali delle situazioni complesse, le cose possono prendere pieghe inaspettate. Vediamo, per esempio come il signore in questione ha contravvenuto alle regole basilari del “bullo di successo”. Ecco, per chi non lo sapesse, una rapida guida al bullismo efficace:
1. Apparire forte e invincibile:
- Dominare verbalmente: interrompere, deridere, usare sarcasmo e battute umilianti.
- Far sentire l’altro inferiore, soprattutto di fronte agli altri.
2. Controllare attraverso la paura:
- Minacce dirette o indirette, sguardi intimidatori e gesti provocatori.
- Circondarsi di complici, pronti a intervenire.
3. Scegliere vittime deboli:
- Non sfidare chi è forte, potente o troppo numeroso. Evitare di coalizzare gli spettatori, usando il classico “divide et impera”.
Pensate anche voi che sembra il quadro di una vita triste e, diciamolo, un po’ da sfigati? Sono d’accordo! D’altra parte, queste tecniche, ovviamente discutibili, a volte hanno purtroppo pagato anche in politica e nel business, e la storia passata del protagonista di questo articolo ne è stato un esempio lampante. Ma cosa succede se, in preda a sensazioni di onnipotenza e all’ansia da prestazione, nonostante la supposta esperienza, si ignorano queste regole fondamentali?
In questo caso abbiamo visto qualcuno che, probabilmente pensando di avere il “coltello dalla parte del manico”, ha deciso di sfidare non un avversario isolato e debole, ma l’intero pianeta simultaneamente, annunciando dazi e sanzioni commerciali generalizzati. Così facendo, da un lato si è ritrovato rapidamente isolato, dall’altro ha dipinto il proprio paese come vittima ingannata e sfruttata a lungo (quindi debole): un errore da principiante che ha mostrato chiaramente il suo bluff. Risultato? Una reazione immediata e allineata degli altri Paesi, nessuna sottomissione e una clamorosa marcia indietro del bullo, di fronte alle conseguenze inattese (vedi i tassi sul debito).
Cosa ci insegna questa storia?
Per quanto non ancora arrivata a conclusione, questa storia offre lezioni preziose per chiunque si trovi a fronteggiare comportamenti prepotenti nella vita quotidiana o professionale:
- Non arrendersi: Rispondere con calma, fermezza e determinazione è fondamentale. I bulli contano spesso sul silenzio e la passività delle vittime.
- Fare fronte comune: Coalizzarsi con gli altri, cercare alleanze, far capire al bullo che il suo atteggiamento non porta benefici ma conseguenze dannose, è la strategia vincente.
- Smascherare il bluff: La prepotenza spesso nasconde insicurezza e fragilità. Esporre chiaramente questa debolezza è un potente antidoto.
La morale, dunque, è chiara: l’atteggiamento minaccioso può sembrare una scorciatoia efficace per imporsi sugli altri, ma la realtà è un’altra, se gli altri sanno come agire. Questo personaggio ci ha insegnato, inoltre, sebbene involontariamente, che, per quanto a volte essere dirompenti può davvero rappresentare un vantaggio, sfidare troppe regole fondamentali contemporaneamente, improvvisando e senza aver né valutato gli scenari conseguenti, né disegnato un sistema alternativo efficace, conduce rapidamente al fallimento.
Perciò, la prossima volta che qualcuno tenterà di imporsi con arroganza, ricordiamo questa storia: la compattezza e la determinazione sono strumenti potenti. E sì, perdindirindina, preparazione e strategia battono improvvisazione e aggressività (lo diceva già migliaia di anni fa Sun Tzu nell’Arte della Guerra, poche pagine ma preziose, che meritano ancora una lettura approfondita)!
Gabriele Ghinelli